Ancora una tesi da SelPiBioLife

I progetti Life sono anche occasione per integrare le azioni previste con studi ed approfondimenti di altra natura come il caso delle tesi di laurea. Particolarmente interessante è quella svolta da Filippo Giuntini sulla “Valutazione della necromassa in piantagioni di Pinus Nigra” e non solo per l’importanza del legno morto per la biodiversità ma anche perché ha come oggetto tre diverse pinete indagate nelle attività di due progetti Life: il nostro SelPiBioLife (LIFE13 BIO/IT/000282) per le aree di Pratomagno e Monte Amiata e il Life FoResMit (LIFE 14 CCM/IT/905 - http://lifeforesmit.com/it/) per l’area di Monte Morello.

 Quindi non solo un tesi ma anche un’attività di Networking!

Nel lavoro di Filippo Giuntini la necromassa è stata misurata tramite la metodologia LIS (Line Intersect Sampling) che consente una stima del volume legnoso, presente in una data area, con un unica misurazione (diametro). Per ognuna delle tre area geografiche indagate sono state realizzate 21 aree di saggio circolari, di 13 metri di raggio (plot), in cui sono stati misurati i diametri e annotate le classi di decadimento dei campioni rilevati. In seguito sono stati calcolati il volume di necromassa legnosa a terra (anche suddiviso per classi di decadimento) e riportati ad ettaro per poter essere confrontati. L’area Monte Morello si è rivelata quella con maggiore presenza di legno morto (129,83 m3/ha) rispetto Pratomagno (30,31 m3/ha) e Monte Amiata (13,16 m3/ha).

 

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